Sanificazione dell'acqua di bevanda negli allevamenti cunicoli

Utilizzo di Anolyte neutro ANK per sanificare l’acqua di bevanda

La prova svolta in un allevamento cunicolo ha dimostrato l’efficacia dell’anolyte neutro ANK nell’eliminare importanti contaminazioni batteriche presenti nel circuito acqua.

Un allevamento cunicolo è stato coinvolto in una prova sperimentale al fine di testare l’efficacia dell’anolyte neutro ed evidenziare l’assenza di controindicazioni.

È stato svolto uno studio comparativo confrontando linee trattate con Anolyte neutro e linee non trattate.
L’anolyte neutro (ANK) è stato prodotto utilizzando la tecnologia di elettrolisi diaframmatica di una soluzione salina. (Vedi Qui)

L’allevamento è disposto a linee di gabbie nelle quali i conigli nascono e crescono fino al momento della vendita.
Tre linee di fattrici sono state abbeverate con acqua addizionata di ANK a partire dalla fecondazione, mentre 2 linee non sono state trattate (controllo).
Successivamente anche i conigli delle stesse linee sono stati abbeverati con acqua trattata.

Vista del capannone di prova. In verde le linee trattate e in giallo le linee controllo.

È stato possibile seguire un solo ciclo produttivo dalla fecondazione delle fattrici alla vendita e macellazione dei conigli da esse nati. Si sono monitorati:

  • Carica batterica nell’acqua
  • Diagnosi di gravidanza
  • Numero di nati e mortalità
  • Peso vivo e resa al macello.

RISULTATI

L’analisi preliminare dell’acqua di abbeveraggio ha evidenziato la presenza di importanti contaminazioni batteriche (circa 10.000 UFC/ml) e la presenza di materiale sospeso di origine non nota.
Tali impurità non erano presenti all’uscita del pozzo.
L’obiettivo dello studio è stato quindi innanzitutto quello di verificare la capacità dell’anolyte neutro ANK di eliminare questa contaminazione dalle tubature.

L’ANK puro è stato utilizzato in un primo momento per sanificare l’intera linea acqua.
Successivamente è stato aggiunto all’acqua di abbeveraggio al 2.5 % (pari a 12.5 ppm di Cloro attivo).

Le analisi micorbiologiche sono state svolte prima della fase sperimentale e ripetute dopo circa 30 giorni. La carica batterica nelle linee trattate con anolyte neutro ANK è risultata pari a quella del pozzo (5 UFC/ml) mentre si è mantenuta elevata nelle linee non trattate (circa 10.000 UFC/ml).

Si sono monitorati il contenuto di cloro e la capacità ossidante della soluzione.

La capacità ossidante dell’anolyte puro era di cira 750 mV, potenziale che garantisce un ottimale effetto disinfettante. In assenza di ANK l’acqua di bevanda aveva un ORP di circa 250 mV, in presenza di ANK tale valore saliva a 400mV, indice dell’attività ossidante dell’ANK.
In ogni caso con il dosaggio utilizzato non si sono raggiunti valori superiori ai 700 mV.
Questo è probabilmente dovuto anche al basso ORP dell’acqua di partenza.

Il cloro attivo nell’anolyte puro era di circa 500 ppm.
Misurando il cloro libero attivo alla fine della linea di abbeveraggio si rilevavano valori molto bassi, di 1-2 ppm.
Questo risultato indica che il cloro esplicava subito (nella vasca di accumulo e nella linea) la sua funzione disinfettante, per poi essere complessato e diventare non più disponibile.

I dati rilevati sul benessere animale non hanno evidenziato differenze tra la linea trattata e la linea controllo.
I dati rilevati sul contenuto in cloro libero permettono di concludere che gli animali non hanno assunto quantità significative di ANK e le performance misurate in questa prova non sono correlabili con l’assunzione di ANK.
È possibile in ogni caso concludere che non sono stati rilevati effetti negativi del trattamento.
Ulteriori prove permetteranno di ottimizzare il dosaggio di ANK in modo che venga assunto dai conigli.

ACQUA

ARIA

ANIMALI

Sanificazione integrata di aria e acqua tramite applicazione di tecnologie a ridotto impatto ambientale, allo scopo di prevenire e ridurre l’insorgenza di patologie e l’utilizzo di antibiotici in allevamenti

Il settore dell’allevamento pone numerose sfide nel mondo moderno: da una parte è richiesto un aumento di produttività per far fronte alle richieste del mercato e delle aree più arretrate del pianeta; dall’altro il consumatore è sempre più attento al benessere animale e pretende l’assenza di prodotti chimici nella carne, oltre ad essere attento alla qualità dei prodotti. Attuale è inoltre l’obbligo di ridurre l’impiego di antibiotici in allevamento per preservarne l’efficacia ed evitare lo sviluppo di microorganismi resistenti. L’allevamento intensivo è una sfida continua per gli animali, che si trovano isolati dal loro habitat naturale, in spazi limitati ad elevata densità di popolazione. Per garantire il benessere e la produttività negli allevamenti intensivi molto è già stato fatto in merito a spazi e impiego di farmaci, e molto rimane ancora da fare per ottimizzare l’ambiente in cui gli animali vivono e renderlo il più possibile sano e naturale. Lo scopo del progetto descritto in queste pagine è lo sviluppo di tecniche di allevamento intensivo sostenibili da un punto di vista ambientale. Impiegando tecnologie di sanificazione aria ed acqua, si intende migliorare la qualità dell’ambiente in cui gli animali vivono e di conseguenza ridurre patologie e impiego di farmaci. I risultati ottenuti confermano la validità delle tecnologie nel migliorare le caratteristiche di aria ed acqua e confermano che un ambiente più sano apporta notevoli miglioramenti nella salute e nella produttività dei suinetti. Nel corso del progetto si sono individuate due tecnologie a ridotto impatto ambientale per il trattamento degli ambienti di stabulazione: la tecnologia di Radiazione Catalitica Ionizzante (RCI) per la sanificazione dell’aria e l’impiego di Anolyte neutro (ANK) per la sanificazione dell’acqua. È stato individuato un allevamento a ciclo chiuso in cui lo svezzamento viene svolto in 4 stanze identiche separate. Ogni lotto di animali è stato suddiviso in due stanze, una delle quali è stata sanificata come descritto (trattato) mentre l’altra rappresenta il controllo. Nel periodo da dicembre a maggio (inverno-primavera), sono stati seguiti 5 lotti di animali, per un totale di 500 suinetti nella fase di svezzamento (cicli di 6 settimane, da 28 a 70 giorni di vita circa), raccogliendo dati sul peso e sulla salute, oltre a dati su diversi parametri ambientali.

ACQUA

ARIA

ANIMALI

Sanificazione integrata di aria e acqua tramite applicazione di tecnologie a ridotto impatto ambientale, allo scopo di prevenire e ridurre l’insorgenza di patologie e l’utilizzo di antibiotici in allevamenti

Il settore dell’allevamento pone numerose sfide nel mondo moderno: da una parte è richiesto un aumento di produttività per far fronte alle richieste del mercato e delle aree più arretrate del pianeta; dall’altro il consumatore è sempre più attento al benessere animale e pretende l’assenza di prodotti chimici nella carne, oltre ad essere attento alla qualità dei prodotti. Attuale è inoltre l’obbligo di ridurre l’impiego di antibiotici in allevamento per preservarne l’efficacia ed evitare lo sviluppo di microorganismi resistenti. L’allevamento intensivo è una sfida continua per gli animali, che si trovano isolati dal loro habitat naturale, in spazi limitati ad elevata densità di popolazione. Per garantire il benessere e la produttività negli allevamenti intensivi molto è già stato fatto in merito a spazi e impiego di farmaci, e molto rimane ancora da fare per ottimizzare l’ambiente in cui gli animali vivono e renderlo il più possibile sano e naturale. Lo scopo del progetto descritto in queste pagine è lo sviluppo di tecniche di allevamento intensivo sostenibili da un punto di vista ambientale. Impiegando tecnologie di sanificazione aria ed acqua, si intende migliorare la qualità dell’ambiente in cui gli animali vivono e di conseguenza ridurre patologie e impiego di farmaci. I risultati ottenuti confermano la validità delle tecnologie nel migliorare le caratteristiche di aria ed acqua e confermano che un ambiente più sano apporta notevoli miglioramenti nella salute e nella produttività dei suinetti. Nel corso del progetto si sono individuate due tecnologie a ridotto impatto ambientale per il trattamento degli ambienti di stabulazione: la tecnologia di Radiazione Catalitica Ionizzante (RCI) per la sanificazione dell’aria e l’impiego di Anolyte neutro (ANK) per la sanificazione dell’acqua. È stato individuato un allevamento a ciclo chiuso in cui lo svezzamento viene svolto in 4 stanze identiche separate. Ogni lotto di animali è stato suddiviso in due stanze, una delle quali è stata sanificata come descritto (trattato) mentre l’altra rappresenta il controllo. Nel periodo da dicembre a maggio (inverno-primavera), sono stati seguiti 5 lotti di animali, per un totale di 500 suinetti nella fase di svezzamento (cicli di 6 settimane, da 28 a 70 giorni di vita circa), raccogliendo dati sul peso e sulla salute, oltre a dati su diversi parametri ambientali.

Sanificazione dell'acqua di bevanda negli allevamenti cunicoli

Utilizzo di Anolyte neutro ANK per sanificare l’acqua di bevanda

La prova svolta in un allevamento cunicolo ha dimostrato l’efficacia dell’anolyte neutro ANK nell’eliminare importanti contaminazioni batteriche presenti nel circuito acqua.

Un allevamento cunicolo è stato coinvolto in una prova sperimentale al fine di testare l’efficacia dell’anolyte neutro ed evidenziare l’assenza di controindicazioni.

È stato svolto uno studio comparativo confrontando linee trattate con Anolyte neutro e linee non trattate.
L’anolyte neutro (ANK) è stato prodotto utilizzando la tecnologia di elettrolisi diaframmatica di una soluzione salina. (Vedi Qui)

L’allevamento è disposto a linee di gabbie nelle quali i conigli nascono e crescono fino al momento della vendita. 
Tre linee di fattrici sono state abbeverate con acqua addizionata di ANK a partire dalla fecondazione, mentre 2 linee non sono state trattate (controllo). 
Successivamente anche i conigli delle stesse linee sono stati abbeverati con acqua trattata.

Vista del capannone di prova. In verde le linee trattate e in giallo le linee controllo.

È stato possibile seguire un solo ciclo produttivo dalla fecondazione delle fattrici alla vendita e macellazione dei conigli da esse nati. Si sono monitorati:

  • Carica batterica nell’acqua
  • Diagnosi di gravidanza
  • Numero di nati e mortalità
  • Peso vivo e resa al macello.

RISULTATI

L’analisi preliminare dell’acqua di abbeveraggio ha evidenziato la presenza di importanti contaminazioni batteriche (circa 10.000 UFC/ml) e la presenza di materiale sospeso di origine non nota. 
Tali impurità non erano presenti all’uscita del pozzo. 
L’obiettivo dello studio è stato quindi innanzitutto quello di verificare la capacità dell’anolyte neutro ANK di eliminare questa contaminazione dalle tubature.

L’ANK puro è stato utilizzato in un primo momento per sanificare l’intera linea acqua. 
Successivamente è stato aggiunto all’acqua di abbeveraggio al 2.5 % (pari a 12.5 ppm di Cloro attivo).

Le analisi micorbiologiche sono state svolte prima della fase sperimentale e ripetute dopo circa 30 giorni. La carica batterica nelle linee trattate con anolyte neutro ANK è risultata pari a quella del pozzo (5 UFC/ml) mentre si è mantenuta elevata nelle linee non trattate (circa 10.000 UFC/ml).

Si sono monitorati il contenuto di cloro e la capacità ossidante della soluzione.

La capacità ossidante dell’anolyte puro era di cira 750 mV, potenziale che garantisce un ottimale effetto disinfettante. In assenza di ANK l’acqua di bevanda aveva un ORP di circa 250 mV, in presenza di ANK tale valore saliva a 400mV, indice dell’attività ossidante dell’ANK. 
In ogni caso con il dosaggio utilizzato non si sono raggiunti valori superiori ai 700 mV. 
Questo è probabilmente dovuto anche al basso ORP dell’acqua di partenza.

Il cloro attivo nell’anolyte puro era di circa 500 ppm. 
Misurando il cloro libero attivo alla fine della linea di abbeveraggio si rilevavano valori molto bassi, di 1-2 ppm. 
Questo risultato indica che il cloro esplicava subito (nella vasca di accumulo e nella linea) la sua funzione disinfettante, per poi essere complessato e diventare non più disponibile.

I dati rilevati sul benessere animale non hanno evidenziato differenze tra la linea trattata e la linea controllo. 
I dati rilevati sul contenuto in cloro libero permettono di concludere che gli animali non hanno assunto quantità significative di ANK e le performance misurate in questa prova non sono correlabili con l’assunzione di ANK. 
È possibile in ogni caso concludere che non sono stati rilevati effetti negativi del trattamento. 
Ulteriori prove permetteranno di ottimizzare il dosaggio di ANK in modo che venga assunto dai conigli.

Sanificazione dell'acqua di bevanda negli allevamenti cunicoli

Utilizzo di Anolyte neutro ANK per sanificare l’acqua di bevanda

La prova svolta in un allevamento cunicolo ha dimostrato l’efficacia dell’anolyte neutro ANK nell’eliminare importanti contaminazioni batteriche presenti nel circuito acqua.

Un allevamento cunicolo è stato coinvolto in una prova sperimentale al fine di testare l’efficacia dell’anolyte neutro ed evidenziare l’assenza di controindicazioni.

È stato svolto uno studio comparativo confrontando linee trattate con Anolyte neutro e linee non trattate.
L’anolyte neutro (ANK) è stato prodotto utilizzando la tecnologia di elettrolisi diaframmatica di una soluzione salina. (Vedi Qui)

L’allevamento è disposto a linee di gabbie nelle quali i conigli nascono e crescono fino al momento della vendita. 
Tre linee di fattrici sono state abbeverate con acqua addizionata di ANK a partire dalla fecondazione, mentre 2 linee non sono state trattate (controllo). 
Successivamente anche i conigli delle stesse linee sono stati abbeverati con acqua trattata.

Vista del capannone di prova. In verde le linee trattate e in giallo le linee controllo.

È stato possibile seguire un solo ciclo produttivo dalla fecondazione delle fattrici alla vendita e macellazione dei conigli da esse nati. Si sono monitorati:

  • Carica batterica nell’acqua
  • Diagnosi di gravidanza
  • Numero di nati e mortalità
  • Peso vivo e resa al macello.

RISULTATI

L’analisi preliminare dell’acqua di abbeveraggio ha evidenziato la presenza di importanti contaminazioni batteriche (circa 10.000 UFC/ml) e la presenza di materiale sospeso di origine non nota. 
Tali impurità non erano presenti all’uscita del pozzo. 
L’obiettivo dello studio è stato quindi innanzitutto quello di verificare la capacità dell’anolyte neutro ANK di eliminare questa contaminazione dalle tubature.

L’ANK puro è stato utilizzato in un primo momento per sanificare l’intera linea acqua. 
Successivamente è stato aggiunto all’acqua di abbeveraggio al 2.5 % (pari a 12.5 ppm di Cloro attivo).

Le analisi micorbiologiche sono state svolte prima della fase sperimentale e ripetute dopo circa 30 giorni. La carica batterica nelle linee trattate con anolyte neutro ANK è risultata pari a quella del pozzo (5 UFC/ml) mentre si è mantenuta elevata nelle linee non trattate (circa 10.000 UFC/ml).

Si sono monitorati il contenuto di cloro e la capacità ossidante della soluzione.

La capacità ossidante dell’anolyte puro era di cira 750 mV, potenziale che garantisce un ottimale effetto disinfettante. In assenza di ANK l’acqua di bevanda aveva un ORP di circa 250 mV, in presenza di ANK tale valore saliva a 400mV, indice dell’attività ossidante dell’ANK. 
In ogni caso con il dosaggio utilizzato non si sono raggiunti valori superiori ai 700 mV. 
Questo è probabilmente dovuto anche al basso ORP dell’acqua di partenza.

Il cloro attivo nell’anolyte puro era di circa 500 ppm. 
Misurando il cloro libero attivo alla fine della linea di abbeveraggio si rilevavano valori molto bassi, di 1-2 ppm. 
Questo risultato indica che il cloro esplicava subito (nella vasca di accumulo e nella linea) la sua funzione disinfettante, per poi essere complessato e diventare non più disponibile.

I dati rilevati sul benessere animale non hanno evidenziato differenze tra la linea trattata e la linea controllo. 
I dati rilevati sul contenuto in cloro libero permettono di concludere che gli animali non hanno assunto quantità significative di ANK e le performance misurate in questa prova non sono correlabili con l’assunzione di ANK. 
È possibile in ogni caso concludere che non sono stati rilevati effetti negativi del trattamento. 
Ulteriori prove permetteranno di ottimizzare il dosaggio di ANK in modo che venga assunto dai conigli.

Copyright © 2016  CRS s.r.l.   Via Largo Molino, 29-Fontane di Villorba-Treviso   P. iva: 04796210260

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